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RIVIERA LIGURE DI PONENTE PIGATO

L'analisi del DNA ha confermato negli anni Duemila quello che molti produttori liguri sospettavano da tempo: Pigato, Vermentino e Favorita piemontese sono geneticamente identici. Una sola varietà con tre nomi diversi, che in Liguria occidentale si chiama Pigato e produce un bianco con carattere distintivo nonostante l'identità genetica condivisa. Il segreto sta nel territorio: la Riviera Ligure di Ponente è una striscia stretta tra il mare e l'entroterra montuoso, dove i vigneti si arrampicano su terrazze calcaree spesso a picco sul Mediterraneo. Le zone storiche di Ranzo e Pieve di Teco, entrambe nell'entroterra di Imperia, rappresentano il cuore produttivo del Pigato ligure.

Lo stesso vitigno, un altro vino

Se il Vermentino sardo tende al floreale e agli agrumi maturi, il Pigato ligure punta su un profilo più erbaceo e minerale, con note di pietra focaia, macchia mediterranea, erbe aromatiche. La differenza nasce dal terroir: vigneti piccoli, spesso di proprietà familiare, su suoli calcareo-argillosi, con esposizioni varie che vanno dal pieno sud ai versanti leggermente arretrati. Il nome stesso del vitigno deriva dalla parola dialettale pigau, che descrive le piccole macchie scure che compaiono sulla buccia dell'uva a maturazione completa, un marker varietale facilmente riconoscibile nel vigneto. I migliori Pigato hanno una struttura più rilevante del Vermentino sardo, con una finale leggermente ammandorlato che ricorda la tradizione bianchista ligure. Pochi produttori, piccoli vigneti, volumi limitati: il Pigato è sempre stato un vino di nicchia, difficile da trovare fuori dalla Liguria stessa.

A tavola con la Riviera

Il Pigato è il bianco perfetto per la cucina ligure, una corrispondenza territoriale che si sente al primo sorso. Pesto, trofie, focaccia di Recco, trenette alla genovese, acciughe al verde, cappon magro: la freschezza saporita e il finale ammandorlato dialogano perfettamente con le preparazioni regionali. Funziona anche fuori dai confini liguri su piatti di pesce alla griglia, crostacei, insalate di mare, zuppe di pesce saporite. Si beve giovane, entro due o tre anni dalla vendemmia, per cogliere al meglio la sua freschezza aromatica, anche se alcuni produttori più ambiziosi propongono versioni con affinamento sulle fecce o passaggio in anfora che si sviluppano su tempi più lunghi. Per chi vuole esplorare le altre espressioni italiane dello stesso vitigno, la selezione di Vermentino di Gallura è il confronto più utile: stessa varietà, isola diversa, stile molto più aromatico e mediterraneo.

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